IL PEDIATRA CONSIGLIA

ENURESI

Per Enuresi si intende una minzione involontaria e completa durante il sonno, oltre l'età in cui controllo vescicale è normalmente raggiunto: 5-6 anni. Inoltre per parlare di Enuresi dobbiamo avere una frequenza di 2 o più episodi a settimana in bambini sopra i 5 anni di età per 3 mesi consecutivi. È un disturbo molto frequente le cui cause sono molteplici che vanno da fattori genetici ai disturbi del sonno con difficoltà a risvegliarsi oppure ad alterazione della secrezione dell'ormone antidiuretico oppure a ritardo maturativo dei meccanismi di inibizione della minzione. Per fare diagnosi non sono necessari esami particolari, ma solo un’attenta visita e l'esame delle urine. Spesse volte si pensa erroneamente che la causa si debba ricercare in problemi di tipo psicologico, mentre è vero l'esatto contrario cioè è l'enuresi che può scatenare problemi di tipo psicologico, specie quando dura molto nel tempo, così come non si deve mai dimenticare che il bambino non lo fa apposta, anzi questo disturbo è causa di sensi di colpa, imbarazzo e spesso vergogna. L'enuresi quasi sempre si risolve entro il periodo puberale. Solo in una piccola percentuale di soggetti, circa il 2%, persiste oltre questo periodo. La domanda che spesso viene posta è quando intervenire? Bisogna intervenire quando il bambino chiede in maniera esplicita di voler guarire.

La cura consiste in:

a) consigli di tipo alimentare

b) terapia comportamentale e training vescicale

c) eventualmente farmacologica

Anche i genitori devono essere coinvolti. Il loro il compito è quello di rassicurare il bambino dicendogli che non è solo e fargli capire anche che molti bambini bagnano il letto e infine che sanno benissimo che non lo fa apposta. I consigli alimentari consistono in: scegliere acqua minerale a basso contenuto di calcio, evitare bevande gassate o contenenti caffeina o alimenti troppo salati.

La terapia comportamentale: prima di andare a letto fare abituare il bambino a svuotare la vescica e ridurre l'apporto di liquidi. Far compilare al bambino un calendario dove segna col sole o nuvolette le notti asciutte o bagnate, e decidere assieme il traguardo da raggiungere per ottenere una ricompensa (ad es. un giocattolo). Minzioni ad orari fissi. Esercizi di controllo e rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico. Correzione della eventuale stipsi. Infine se tuto quello che noi facciamo fallisce a questo punto bisogna integrare la terapia farmacologica: desmopressina.

Dott. Giacomo Tinervia