IL PEDIATRA CONSIGLIA

PUNTURA DI ZECCA

Quali sono i luoghi maggiormente a rischio per contrarre la puntura di zecca?

I prati con vegetazione erbacea e arbustiva e boschi. Nelle citta i rischi maggiori si hanno nelle aree con vegetazione erbacea e negli ambienti accessibili alla fauna selvatica (es. parchi) e ai cani padronali.

Quali sono i mesi più a rischio per il contatto con la zecca?

I picchi stagionali sono concentrati nel periodo di massima attività delle zecche, cioè nei mesi primaverili ed estivi. Questo non esclude che anche in inverno si possano avere infestazioni e questo avviene allorquando negli ambienti domestici la parassitosi è ricollegabile alla zecca del cane.

Come si rimuove la zecca?

L’estrazione della zecca dalla cute dell’ospite deve essere di tipo meccanico attraverso l’impiego di pinzette a punta curva e fine. La zecca deve essere afferrata il più vicino possibile al punto di infissione cutanea e, successivamente, deve essere estratta attraverso una trazione progressiva ed esterna perpendicolare al piano cutaneo. Viene suggerita anche, da molti esperti, la trazione associata a una rotazione, in senso antiorario la quale dovrebbe facilitare lo “sgancio” della zecca. È poi necessario spremere la lesione onde favorire il sanguinamento, inoltre è raccomandabile la detersione della lesione con acqua ossigenata e la disinfezione con disinfettanti non colorati dalla cute. Il follow-up della parassitosi da zecca si basa sulla disinfezione della lesione per 3-4 giorni e nel controllo del sito di puntura e delle condizioni generali per 30-40 giorni. Quindi non è indicato subito l’uso dell’antibiotico ma solo se il paziente incomincia ad accusare i sintomi della malattia.

Prevenzione:

• Evitare i terreni poco battuti ed infestati da erbe in zone di collina e bassa montagna soprattutto nel periodo primaverile ed estivo. Evitare di sdraiarsi sull’erba.

• Vestirsi preferibilmente con abiti chiari in modo da rendere più facile la localizzazione delle zecche prima che le stesse entrino a contatto con la pelle.

• Durante un escursione ad “alto rischio zecche” evitare i pantaloni corti ed effettuare un controllo visivo sugli indumenti almeno con cadenza oraria.

• Al ritorno da ogni escursione se è possibile è buona abitudine effettuare un’attenta ispezione visiva (meglio se reciproca) del proprio corpo ancora prima di salire in macchina. Le zecche preferiscono normalmente le parti molli del corpo quali: ascelle, inguine, parte interna del ginocchio, collo, ombelico, ecc... Adottando con scrupolo questo accorgimento si avrà la possibilità di rimuoverle ancora prima che si attacchino alla cute.

• Al ritorno dall’escursione spazzolare gli indumenti prima di portarli dentro le abitazioni, controllarsi nuovamente e fare una doccia.

Dott. Giacomo Tinervia